Biblioteca Malatestiana

Biblioteca Malatestiana - Cesena

Biblioteca Malatestiana
Biblioteca Malatestiana

Piazza Bufalini Cesena (FC) 47521
Cesena
Tel 0547.610892 

Sorta all’interno del convento francescano per volontà di Malatesta Novello, fu iniziata nel 1447 e ultimata nelle parti strutturali da Matteo Nuti nel 1452.

Il corpo di fabbrica del convento, soppresso in epoca napoleonica, fu trasformato negli anni 1839-1886 in scuola pubblica; attualmente è anche sede della biblioteca Comunale.

Splendido esempio di biblioteca monastico-rinascimentale, rimasta intatta in ogni sua parte per la custodia congiunta dei frati e del Comune, conserva gli arredi originali e un importante fondo di codici miniati.

 

La storia

 La Malatestiana è l’unico esempio al mondo di biblioteca umanistica perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria, come ha riconosciuto l’Unesco, inserendola,  nel Registro della Mémoire du Monde, perchè “ La biblioteca contiene lavori di filosofia, teologia e scritti di natura biblica, così come di letteratura scientifica e classica di differenti provenienze. E’ un raro esempio di una completa e meravigliosa collezione conservata dalla metà del XV sec., appena prima dell’avvento della stampa in Europa. La collezione é un esempio unico di biblioteca umanistica del Rinascimento, momento in cui le prime valutazioni sugli scritti e sugli insegnamenti cristiani lasciavano la strada a varie considerazioni secolari. La collezione è contenuta nell’originale edificio di Cesena “.

L’idea della biblioteca va attribuita ai frati di San Francesco. A questo scopo nel 1445 essi ottennero da papa Eugenio IV il permesso di utilizzare un lascito testamentario e diedero inizio ai lavori. Nel 1450 è documentato il primo intervento di Malatesta Novello, signore di Cesena, che fece proprio il progetto dei frati. Il signore di Cesena volle che la libreria fosse affidata anche alla cura e all’attenzione della comunità cesenate. Infatti già dal 1461 il consiglio comunale faceva eseguire ogni 2 mesi un rigoroso controllo dei libri collocati nei plutei. Nel 1466, dopo la morte di Malatesta Novello, il Comune ottenne addirittura una bolla di scomunica per chiunque asportasse i codici. Venne così delineandosi il doppio controllo della raccolta, da una parte quella del Convento S.Francesco dall’altra quella del Comune.

 

L’edificio

Il progetto della Malatestiana di Matteo Nuti si rifà al modello della biblioteca del convento di San Marco a Firenze.Sul timpano del portale campeggia l’elefante, emblema dei Malatesti, con il motto “Elephas Indus culices non timet” ( “ L’elefante indiano non teme le zanzare “ ), mentre ai lati dell’architrave e sui capitelli delle lesene, sono raffigurati i simboli araldici della grata, delle tre teste e della scacchiera. La porta in legno scuro è opera di Cristoforo da San Giovanni in Persiceto e reca la data 15 agosto 1454, giorno solenne e festoso per la città di Cesena che celebrava intorno a quei giorni un’importante “ fiera d’agosto “. Gli intagli, di gusto gotico, ripetono motivi a rosette e simboli elicoidali, disposti in modo da evocare la sacchiera malatestiana. L’araldica dei Malatesti è riprodotta anche all’interno, sui capitelli delle colonne della sala e sui 58 plutei (29 per parte), imponenti banchi di legno di pino in cui si conservano i codici. All’ideazione di questo spazio armonioso e luminoso non sembra estraneo l’artefice del Tempio Malatestiano di Rimini, Leon Battista Alberti. Del tutto innovativa è infatti la pianta a tre navate, tutte e tre con copertura a volte : a botte quella centrale, a crociera quelle laterali, un poco più larghe e basse. La luce, distribuendosi dalle finestrelle archiacute, due per campata, si ripartisce nelle navate laterali, mentre la navata centrale, scandita da venti eleganti colonne con capitelli a scudi e a foglie pendule, è illuminata longitudinalmente dal grande occhio di fondo. Anche il colore riveste un ruolo preciso : il bianco delle colonne mediane, il rosso del pavimento in cotto e delle semicolonne e il verde dell’intonaco, rimandano ai colori degli stemmi malatestiani.

Per dotare la sua libraria di un corredo adeguato di volumi, il signore di Cesena promosse uno scrittorio che, con attività organizzata e pianificata, produsse nell’arco di circa un ventennio, oltre centoventi codici che comprendono autori classici, padri della chiesa e traduzioni di opere greche.

 

Il patrimonio librario

Per dotare adeguatamente la sua libraria il Signore di Cesena promosse uno scrittorio che, con attività organizzata e pianificata, produsse nell’arco di circa un ventennio oltre centoventi codici.

La collezione è ispirata al modello umanistico, anche se sono presenti codici in gotica o semi gotica. La raccolta ha un carattere fortemente sistematico, enciclopedico, perché destinata non al personale interesse del committente, ma agli studi di una comunità. Malatesta Novello dichiara il suo ruolo di promotore, facendo apporre nella prima pagina di ogni codice il proprio stemma riccamente ornato all’antica e le iniziali M N dipinte o in oro o in altri colori entro un campo rettangolare a foglia d’oro.

Fra i manoscritti commissionati o acquistati da Malatesta Novello e  il preesistente fondo conventuale, costituito già nel Trecento, la raccolta completa ammonta a 343 manoscritti.

I volumi sono tuttora collocati nei loro banchi, che avevano la duplice funzione di leggio, svolta dal piano reclinato, e di deposito dei libri nella scansia sottostante. I codici sono collegati ai bianchi con catenelle di ferro battuto.

 

LA BIBLIOTECA PIANA

Nel salone che si apre di fronte alla Malatestiana si conserva la biblioteca Piana, già del papa Pio VII Chiaramonti ( 1800 – 1823 ).

Comprende, fra i codici più preziosi, un Evangeliario datato 1104, un manoscritto giuridico del secolo XIII  un messale romano degli inizi del ‘400 con una splendida Crocifissione miniata. Tra gli incunaboli si può ricordare un semplare della Cosmographia di Tolomeo di fine ‘400, con tavole colorate i cui disegni sono stati attribuiti a Taddeo Crivelli.

I CORALI DEL CARDINALE BESSARIONE

Commissionati dal Cardinale Bessarione, tra il 1450 e il 1455 quando era legato papale per Bologna e la Romagna, il ciclo comprendeva 18 volumi, e la caduta in mano turca dell’originaria destinazione nel convento dei Francescani Osservanti di Costantinopoli, li dirottò al Convento dell’Osservanza di Cesena, dove essi rimasero fino ai primi anni dell’Ottocento, per poi essere dispersi con le invasioni napoleoniche e soltanto 7 furono collocati nella biblioteca comunale di Cesena. Un recente acquisto sul mercato antiquario internazionale ha consentito di recuperare uno degli splendidi corali dispersi. 260

 I CORALI DELLA CATTEDRALE

I 7 corali, 6 Graduali e un Kyriale, vennero realizzati tra il 1480 e il 1495. Venivano esposti alla pubblica devozione e ammirazione nel giorno della festa di San Giovanni Battista, patrono di Cesena, che si celebra il 24 giugno. Non a caso quindi, una delle pagine più note di questi splendidi volumi è la 75v del corale C, che contiene la raffigurazione della nascita del Santo. 215

 IL LIBRO PIU PICCOLO DEL MONDO

Tra le curiosità della Bilioteca Malatestiana si può ricordare una serie di volumi a stampa di piccolo formato, tra i quali il libro più piccolo del mondo leggibile senza lente. Stampato dai fratelli Salmin di Padova nel 1897, misura 15x9 e contiene una lettera di Galileo Galilei a Cristina di Lorena.

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